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Il nuovo piano finanziario di Donald Trump commentato dall’esperto Luigi Francesconi

Come promesso in campagna Elettorale, è arrivato il momento per Donald Trump di mettere mano su Wall Street. Nei piani di Trump, più che una riforma, è previsto un intero smantellamento, azzerando la Dodd-Frank, legge voluta da Barack Obama per mettere un freno allo strapotere delle banche al fine di evitare altre crisi.

Una decisione che riporterebbe Wall Street indietro di 30 anni, per la gioia delle multinazionali e delle banche, ma con la preoccupazione del resto del mondo.

Il piano finanziario, infatti, prevede la possibilità di fare profitto sui derivati e sulle grandi speculazioni. Esattamente le cause della grande crisi.

Le regole della Dodd-Frank erano state scelte attentamente per curare le crepe della turbo finanza e per evitare possibili distorsioni di mercato.  Un mercato insaziabile che, lasciato senza regole, ha portato a una devastante crisi finanziaria. Crisi che sembra essere stata già dimenticata: la recessione, le case pignorate, le pensioni a rischio, la speculazione. Le previsioni finanziarie sembrano abbastanza chiare a tutti: se la legge di Obama venisse cancellata, i risultati sarebbero quelli del passato, ovvero debiti, leva, speculazioni, operazioni senza giudizio.

Donald Trump. Comunque, ha già scelto chi sarà a capo della nuova Wall Street: Christopher Giancarlo, italo-americano figlio di genitori immigrati nel New Jersey. Giancarlo era già stato chiamato da Obama per assumere il ruolo di commissario della CFTF, Commodity Futures Trading Commission; ora si ritrova incaricato della nuova nomina voluta da Trump come presidente della strategica authority.

In un clima di preoccupazione generale, il democratico Mike Crapo, contro-relatore della Camera, ha dichiarato che sono alcuni punti della Dodd-Frank potrebbero essere presi in esame, non tutta. Dei 16 titoli di cui è composta la Legge, infatti, solo 12 sarebbero a rischio, tra cui – uno dei punti più cruciali – la Volker Rule, che Wall Street vorrebbe abolire. Perché? Perché la legge limita la libertà per le banche di fare investimenti per conto proprio e di speculare, la cosiddetta Proprietary Trading.

 

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